FLAUER Alassio 2026, alla sua seconda edizione, si annuncia come l’evento inaugurale della stagione di primavera, in un coinvolgimento attivo e corale di tutta la città di Alassio.
Le categorie commerciali, insieme alle realtà produttive e associative del territorio, saranno protagoniste di un appuntamento volto a valorizzare talenti, prodotti e servizi della comunità locale, consacrando FLAUER come il fiore all’occhiello della Perla del Ponente.

FLAUER Alassio 2026: l’evento di primavera
La seconda edizione trasforma Alassio in una città fiorita e vibrante, dove il mondo delle erbe selvatiche, della mixology botanica e dei fiori eduli si incontra in un percorso dedicato alla natura e al gusto.
FLAUER interpreta in chiave contemporanea la tradizione gastronomica della Liguria, esaltando sapori autentici ed eccellenze locali, per un’esperienza che unisce cultura, creatività e gusto.
L’attenzione si estende anche alla pasticceria floreale e alle essenze, protagoniste di un’edizione che unisce creatività, cultura e sostenibilità.
Direzione artistica e Guest
FLAUER Alassio 2026, diretto dallo chef Giorgio Servetto, accoglie i grandi nomi della cucina italiana
- Fabio Borghese, consultant chef
- Marco Bottega, chef del Marco Bottega Ristorante, Aminta Resort, Gennazzano, Roma
- Andrea Carrara, chef de Le Grille dell’Hotel de Paris di Monte-Carlo
- Francesco Elmi, mastro pasticcere, titolare della Pasticceria Regina di Quadri, Bologna
- Enrico Derflingher, Presidente Euro-Toques Italia
- Riccardo Farnese, chef del ristorante Da U Titti a Lingueglietta (IM)
- Andrea Impero, chef di Elementi Fine Dining Borgobrufa, Umbria
- Giuliano Tommasini, chef del ristorante Cadò di Cosio d’Arroscia nel Parco delle Alpi Liguri
- Ugo Vairo, chef del ristorante Il Gallo della Checca di Ranzo (Imperia)
- Maria Michero, consultant pastry chef

Grandi nomi della mixology e contaminazioni culturali
L’edizione 2026 vede la partecipazione di figure di spicco nel mondo della mixology. Il rinomato alchimista botanico Emanuele Balestra, il giovane bartender del Gallia di Milano, Enrico Colombo, il mugnaio e mastro distiller Diego Assandri de Il Mulino 1830, la fantasiosa bartender milanese Terry Monroe, il pluripremiato Daniele Allegretti meglio conosciuto come Dannys di Diano Marina e il barman di Re Carlo Paolo Schivo di Zefiro Laigueglia cureranno la speciale sezione dedicata ai botanical e ai cocktails. In rappresentanza della Francia Andrea Allasia del Nobu di Monaco.
Regione Ospite d’Onore 2026: Umbria
Marco Badini il curatore della sezione Umbria ci porta La Clarice. Diego e Davide sono fratelli, due ragazzi che nel 2021, non ancora trentenni, in Umbria, una terra indissolubilmente legata alla produzione di olio, e poco altro, hanno deciso di avviare nel loro piccolo orto una coltivazione di erbe aromatiche: 400 varietà di erbe provenienti da tutto il mondo, dalle più comuni alle più rare, grazie alle quali sono riusciti a creare in pochi anni un centro nevralgico di conoscenza e competenza per l’alta ristorazione di tutta Italia. Ma l’Umbria sarà anche rappresentata dallo chef stellato Andrea Impero che dopo Roma, Barcellona, Londra e Mosca rientra nella sua terra come chef del Borgo Brufa spa resort, per cui cura il ristorante Elementi Fine Dining. E poi i prodotti di Olio Roi.


I produttori e le cantine
In Piazza Partigiani, aziende e produttori locali e umbri avranno l’opportunità di presentare e vendere i loro prodotti a km zero per tutta la durata della manifestazione. Il palco della piazza sarà riservato ai cooking show, ai laboratori e alle masterclass, per un dialogo diretto tra pubblico, produttori e chef. Presenti i vini di Liguria e dell’Enoteca del Roero.
Yacht&Flowers 2026: il gusto naviga verso l’inclusione
Il contest gastronomico a bordo di imbarcazioni a vela con equipaggi inclusivi, capitanati da chef internazionali, rappresenta uno dei momenti più suggestivi della manifestazione: un’esperienza che unisce mare, cucina e sociale in un connubio autentico e profondamente identitario.
Le barche a vela diventano così cucine galleggianti e luoghi di incontro, dove la creatività gastronomica dialoga con il paesaggio marino, esaltando i prodotti del territorio e le eccellenze protagoniste della kermesse. Il ritmo del vento e delle onde accompagna la preparazione dei piatti, trasformando la sfida culinaria, che prevede l’utilizzo di fiori eduli ed erbe spontanee, in uno spettacolo che celebra la cultura del mare e la tradizione ligure.
Elemento centrale dell’iniziativa è la dimensione inclusiva: gli equipaggi, composti da professionisti, appassionati e persone provenienti da realtà sociali diverse, condividono competenze, esperienze e valori. La cucina diventa così strumento di integrazione, collaborazione e crescita collettiva, dimostrando come il cibo possa essere linguaggio universale capace di abbattere barriere.


